Azienda acqua potabile
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Prima del 1900 i circa 350 abitanti di Lamone utilizzavano l’acqua del pozzo comunale che si trovava sotto l’ultimo portico della strada che porta a Caglio (l’attuale via San Zeno). Il pozzo era formato da un buco rotondo con le pareti rivestite da sassi e calcina. L’acqua veniva pescata mediante una fune a cui era appeso un secchio. Vi erano anche diversi pozzi in case private. Uno importante, inoltre, si trovava nel cortile della casa parrocchiale.

Questi pozzi spesso non erano ben coperti e la loro acqua era inquinata. Anche per questo motivo era frequente nel passato la diffusione di malattie infettive quali il colera e il tifo.

 

Nel 1877 venne costruita una grande fontana pubblica all’interno del nucleo (tuttora esistente in quanto ricostruita nel 1991), alimentata da una sorgente di Caglio. Oltre a servire la popolazione, essa permetteva di abbeverare il bestiame grazie alla grande vasca posteriore.

 

Solo nel 1911 si iniziò a discutere dell’acquedotto comunale e nel 1912 venne dato inizio ai lavori per la sua realizzazione. Il bacino di captazione e la posa dei tubi costarono alla comunità 18’965 franchi. La sorgente di Caglio però dava un flusso incostante, per cui, in diversi periodi dell’anno gli utenti dovevano ricorrere alla fontana pubblica. Inoltre questa sorgente era costantemente a rischio di inquinamento per l’uso abbondante nella zona di letame e colaticcio per la concimazione dei prati.

 

Si dovette allora cercare una nuova sorgente. Venne trovata ad Arosio, in località Fontanaccia, a quota 590 metri sul livello del mare, poco al di sopra al confine con Bedano. La sorgente venne attivata nel 1927. Aveva un gettito che andava da 75 a 90 litri con punte di 150 litri al minuto. In seguito il getto diminuì fino a 50 litri causando non pochi problemi di approvvigionamento, anche perché vi era stato nel frattempo un grande aumento del consumo di acqua.

 

Per far fronte a questa situazione nel 1931 il Comune fece costruire un serbatoio in territorio di Bedano (zona Fontanelle) che con i suoi cento metri cubi di volume era in grado di accumulare riserve sufficienti per i momenti di grande consumo.

 

Anche questa soluzione, a partire dal 1936, risultò tuttavia insufficiente, per cui, non potendo trovare altre sorgenti, si optò per la captazione dell’acqua dal sottosuolo. L’opera fu eseguita nel 1942 in territorio di Bedano, ricorrendo a un rabdomante, che con la sua bacchetta, indicò il posto e la profondità della falda freatica. Lo scavo venne eseguito a mano da tre operai per una profondità di 19 metri, un paio di metri in più di quanto indicato dal rabdomante. Nell’ultimo tratto di scavo gli operai trovarono un masso, perciò i lavori vennero sospesi. Il rabdomante, chiamato sul posto, disse in tono perentorio: < Forate il masso e troverete l’acqua >. E così fu. La spesa complessiva per lo scavo, il manufatto in pietra, la pompa, la linea elettrica e l’ acquisto del terreno fu di 29’975 franchi.

 

La pompa assicurava un’erogazione di 200 litri al minuto, sufficiente per coprire il fabbisogno dei circa 470 abitanti di Lamone. Naturalmente fu mantenuta la sorgente di Arosio. Nel 1981, in seguito a un lungo periodo di siccità, che causò un forte abbassamento della falda con relativo insabbiamento della pompa, fu costruito un nuovo pozzo provvisorio poco lontano dal primo che arrivava a una profondità di circa 30 metri. Si sperava in questo modo di soddisfare i bisogni di acqua potabile degli ormai 1’500 abitanti.

 

Il nuovo pozzo permise di migliorare la situazione nell’immediato senza tuttavia risolverla in modo duraturo. Infatti la portata massima della nuova pompa installata, di 8oo litri al minuto, era insufficiente – anche a causa dell’esiguo accumulo del serbatoio Fontanelle- per coprire i fabbisogni effettivi, in particolare nelle otto ore di massimo consumo.

 

Nel 1989, viste le difficoltà di erogazione in determinati periodi dell’anno, venne deciso di sostituire la pompa esistente con una più potente di 1’500 litri al minuto.

 

Nel corso degli anni ‘90 si assistette da un lato a un costante aumento dei consumi (da 208’960 metri cubi nel 1985 a 288’205 nel 1995) e dall’altro a un forte incremento della perdita in rete (circa il 50 % del consumo totale). Ciò implicava un funzionamento della pompa oltre le 22 ore giornaliere: una situazione alla lunga insostenibile. Forte il rischio che la pompa si rompesse.

 

Nel 1997 il Consiglio comunale stanziò il credito necessario per la realizzazione della prima fase di potenziamento dell’acquedotto in collaborazione con il Comune di Bedano, comprendente la costruzione di un nuovo pozzo di captazione e il trattamento dell’acqua per ridurne la durezza. Spesa a carico di Lamone: 886 mila franchi.

 

Nel 1999 il Consiglio comunale votò il credito necessario per l’esecuzione della seconda fase dei lavori di potenziamento dell’acquedotto, destinato in particolare alla costruzione di un nuovo serbatoio da un milione di litri in località San Grato e delle condotte di adduzione. L’inaugurazione ebbe luogo nel settembre del 2004. La spesa complessiva fu di 4’550’000 franchi.

 

In seguito agli importanti investimenti il prezzo dell’acqua potabile è passato da 50 centesimi al metro cubo del 1996 a 1,70 franchi del 2006. Grazie agli sforzi intrapresi il comune è dotato oggi di un acquedotto moderno e funzionale in grado di mettere a disposizione una quantità d’acqua sufficiente per far fronte ai bisogni della comunità, anche nei momenti di siccità.

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Solidarietà con il Sud

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Un centesimo di solidarietà

Dal 2005 Lamone, primo comune svizzero, devolve ogni anno un centesimo per ogni metro cubo di acqua consumata dagli utenti a uno dei paesi del Sud del mondo in cui l’approvvigionamento idrico costituisce un grave problema per la popolazione.

L’idea era stata lanciata nel 2004 da Lavinia Sommaruga, presidente di Alliance Sud, a una serata di riflessione e di dibattito in occasione dell’inaugurazione del nuovo serbatoio comunale.

L’importo annuale viene devoluto a organizzazioni presenti in paesi del Sud del mondo (Helvetas, CEU,…) per la costruzione di pozzi e di pompe. L’iniziativa è stata fatta propria da numerosi altri comuni, quali Novazzano, Alto Malcantone, Mendrisio, Torricella-Taverne, Lugaggia, Comano, Arzo, Barbengo. In svariati comuni se ne sta discutendo sulla base di interpellanze o mozioni presentate da Consiglieri comunali.


Lamone è orgoglioso del successo dell’iniziativa e si augura che altri comuni si muovano in questa direzione, nella consapevolezza che anche a livello locale si può fare qualcosa di concreto per aiutare paesi meno fortunati del nostro. La costruzione di un solo pozzo (che costa tra gli otto e i diecimila franchi) permette a centinaia di persone di accedere all’acqua potabile, acqua che in molti casi significa vita.

© lamone.ch – credits
Ultimo aggiornamento della pagina: 13.01.2014
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